lunedì 27 settembre 2010
sabato 11 settembre 2010
tracce 5 (biopotere)
Parto con una mia personale esperienza dalla quale poi
ho cercato di trarre risposte.
Più di vent’anni or sono mia madre venne da me per
regalarmi un polsino (da tennista) con sopra raffigurato
il “Che”, e non è che lo avesse acquistato in una
occupazione o manifestazione che sia, ma in un
tabaccaio,
avevo tredici anni, vaghe idee sul rivoluzionario ma
metterlo su un polsino mi sembrava quantomeno strana.
Gli stessi tempi nei Ghetti di Primavalle quelli dalle
strade sempre bagnate, avevo un mio amico di quelli
tosti, tipo da stadio, da spranghe odio e razzismo, si
faceva chiamare il “Che Guevara” ( non una divagazione
del singolo frutto dei miei ricordi , già che tutt’oggi mi
hanno parlato di gruppi neo fascisti che al “Che”
rispondono perché no) oggi come allora mi chiedo un
Rivoluzionario Comunista ridotto a questo?
Cosa porta le masse a considerarlo una merce, ad uso e
consumo di chicchessia? Io al "Che" ho dato un senso
indelebile, l’ho stampato a fuoco sul mio corpo e quella
immagine fa parte di me e morirà con me,
e la risposta alla domanda è da rilevarsi nel
condizionamento che il Potere adopera sulle genti e che
si ramifica ovunque , anche nell’ involontario quanto
banale polsino.
Vengo al dunque, la possibilità che il Capitalismo ha di
condizionare la vita del singolo è devastante, questo
intendo nell’accezione di “biopotere” la possibilità dello
stesso di cambiare biologicamente gli istinti innati , le
passioni, ogni pulsione soggettiva viene
immancabilmente forzata ed immessa all’interno del
flusso merceologico ,si oggettiva costantemente in un
qualcosa che sia di uso e consumo, oggetti che in quanto
già dati non necessitano di riflessioni , a quel punto non
è importante che si chiamino Guevara, rivoluzione o
libertà, alla bisogna possono essere consumati o gettati
via senza drastiche conseguenze.
Su questo potrei consigliare la lettura di “L’ antiedipo” di
Guttari/ Deleuze o “Eros e civiltà” di Marcuse ,quelli che
personalmente hanno atratto maggiormente il mio
interesse
Cerco oltremodo di sintetizzare: hai mai visto una
pubblicità televisiva per i prodotti dei bambini?
È devastante, io li impiccherei, parla direttamente , è
rivolta in prima persona al pupo lo incita ad entrare nel
sacro mondo dell’avere lo indirizza verso una formazione
( in quell’età forma le sue solide basi) che del suo essere
non saprà proprio che farsene se non lo troverà in
vendita al supermercato,
i genitori?
Probabilmente a lavoro per guadagnare quel tanto per
comprare al bimbo il suo essere, convinti (chissà da chi)
delle proprietà educative della tv e ciechi fronte alla sua
violenza.
La scuola è la culla delle menti e da allora via con le
rivisitazioni storiche, mai parlare di Stalingrado e del suo
valore storico fronte alla sconfitta del nazi-fascismo,mai
parlare che se non fosse stato per la guerra partigiana la
liberazione anglo-americana sarebbe stata una
occupazione (più di quel che è stata)ormai stiamo ai
quiz una formazione a quiz ,persino l’ammissione dei
dottorandi in medicina è stata ridotta a ciò , fronte a
milze e cistifellee si misura la loro sapienza nell’attualità
mondana,il piattume che ne consegue è evidente.
Nel sistema multimediale si contano le parole più in voga
per metterle in bocca ai politicanti di turno(Berlusconi
che parla di rivoluzione).
Potrei portarti una quantità di esempi infinita ma oltre
che diventare logorroico perderemmo il nesso , che
rimane il condizionamento del Potere che si adopera in
ogni direzione atta al di scioglimento della soggettività
all’interno dell’oggettivazione capitalistica, una
condizione che rende le masse individualistiche
nell’eterna ricerca di quel qualcosa disciolto nei mille
rivoli del mercato capitalistico.
La “consapevolezza” della quale tu parli non “affiora”
proprio in virtù di questo,tutto è portato all’interno del
ventre molle del Potere costituito,tutto è codificato nelle
sua membra,ogni pulsione liberatoria,rivoluzionaria,la
condizione umana in se è già istruita,condizionata nel
suo intimo,indirizzata nei canali precostituiti.
Sono assolutamente d’accordo riguardante la chiara
conclusione del ciclo storico del Capitalismo,più volte
faccio cenno a questo nelle mie tracce,ma più questo è
palese e più il Potere rafforza il suo potenziale
condizionante,ovvero il bio-potere integralizza il suo
modus operandi ,è proprio in virtù della sua debolezza
strutturale che intensifica la sua capacità mistificatoria
lasciando liberi i canali di sfogo, di conflitto che in realtà
rimangono al suo interno,quali potrebbero essere i flussi
reazionari della Lega,beceri ignoranti che parlano del
nulla,un nulla tanto grato al Potere.
La dissoluzione delle classi la frammentazione del
Lavoro e l’appiattimento politico è contestuale alla
frantumazione delle soggettività, è la risultanza del
capillare e sistematico condizionamento atto alla
produzione di quell’uomo nullo all’interno di quella
rappresentazione mistica del mercato e alle sue
deificate virtù.
Dire che “il capitalismo non sa assolutamente cosa sta
facendo" è un’errore concettuale,sono proprietari di
tutti
i circuiti informativi,tradizionali e non,dei mass-
media,delle case editrici e dei testi scolastici,hanno una
classe politica (internazionale) confacente ed
asservita,hanno tutti i canali per coprire le loro
nefandezze,persino delle guerre sanguinarie divengono
missioni di pace. Ed è certo che parliamo di una classe
che cerca di sopravvivere,ma ha ancora,fuori da ogni
demagogico “piano diabolico” una potente Struttura in
grado di mantenerla anche trascinando con se l’intero
sistema,vuoi per le devastazioni socio/culturali,vuoi per
le devastazioni ambientali ,vuoi per qualsiasi cosa ne
trarrà profitto,un profitto sempre più misterioso alle
masse in balia del nulla strutturato attorno ad
esse,anche le conseguenze più devastanti sapranno
essere giustificate a loro piacimento spingendo il
dissenzo ovunque fuorchè fuori dal Sistema ,e questo
molto prima che la nostra voce possa arrivare ,e se noi
piuttosto che inseguirel’attualità, non riusciamo a
comprenderne le dinamiche ,se non sappiamo riportare
Marx nella concezione dell’oggi,qualsiasi prassi anche
legittima si spegnerà.
Basilea 3
Basilea 3??A cosa servono?che tipo di accordi sono?Basilea 1e2 alle quali serve un superamento a cosa sono servite?la 1 troppo rigida e la 2 troppo flessibile?Chi controlla ,le società di reeting?Quali quelle dell'ultimo collasso?Quanti soldi hanno le banche?quanti ne possono prestare?Dove è la garanzia che questi prodotti non finiscano nei depravati circuiti finanziari?E dopo che l'economista di turno,non Trentamonti che non lo è,ci avranno donato la loro arte nell'annoverare numeri senza senso,mai menzionando la vera origine della crisi che è ben lontana dalle risultanze finanziarie,che ne è solo il proseguimento,e che è spicciatamente delineata nelle stesse domande che gli abbiamo posto.Dobbiamo porre il quesito centrale dato che la domanda oltremodo è politica.....ossia..perchè nelle vostre stupende democrazie comandano le Banche?con i vostri Basilea,Signoraggi e mercati globali dove volete portarci?Se questo è un capitalismo che abbisogna per ricreare la circolazione del denaro in ingenti sovvenzionamenti e redistribuzioni creditizie,è un Capitalismo fonte di sviluppo?Daccapo...fronte al quantitativo di merce smisurata che si produce....parimenti dove è il Capitale circolante
sabato 4 settembre 2010
Parlando di post-modernità
Se vero è che sia un metodo sbrigativo per enucleare la Storia,difatti non vi è alcun evento che lo possa contraddistinguere,quale potrebbe essere la Rivoluzione francese per l'Illuminismo o la Rivoluzione industriale per la Modernità,altrettanto vero è che sia di gradimento al Potere per celebrare un nuovo che non esiste,o parimenti alle sinistre di vario titolo in seria difficoltà identitaria, si ingegnano a trovare un nuovo inizio,evidentemente per liberarsi di un passato troppo ingombrante per partecipare al banchetto dei liberisti.
Ma..ed è qui che pongo il mio personale rilievo,il perchè avvenga che nell'attuale presente si viva all'interno di una vulgata oscurantista nel silenzio generale.
Il cambio epocale potremmo riscontrarlo nella metodologia utilizzata dal Capitalismo nell'affrancamento delle genti,nella produzione dell'individuo stesso,il ritorno all'astrattismo,alla metafisica pre-marxista è il discioglimento del materialismo storico in un vuoto concettuale,un vuoto che viene creato capillarmente e scientificamente nel reindirizzamento del desiderio in canali precostituiti,prendendo spunto da "l'antiedipo"(Deleuze/Guttari) parlo di decodificazioni delle pulsioni soggettive ed una conseguenziale codificazione oggettiva nei beni di consumo individuali,ossia la complessità umana viene ridotta in un Unicum interno al corpo capitalista,ogni pulsione liberatoria,rivoluzionaria viene indotta tramite l'educazione famigliare,la scuola,i mass-media all'interno,sopra un binario già in essere che porta le persone ad individualizzarsi nella ricerca di quella soggettività disciolta in beni materiali,una eterna ricerca che non approderà mai a nulla,perchè,per l'appunto,è in un nulla concettuale che si trova.
Se così stanno le cose,è possibile mi chiedo,che l'evoluzione Capitalistica in una sorta di bio-potere in grado di creare un vuoto storico fronte alla sua sopravvivenza,possa essere sunto nella accezione post-modernità?
Bio-potere (Tracce di argomentazioni in rete..)
[....] Il piano di lettura di Marx è incontestabile,
nella crisi che da periodica è divenuta strutturale si dispiega oggi come non mai tutto il potenziale conoscitivo della sua analisi.
Sono in pieno accordo con i punti da te argomentati,ed anche ponendo varianti o specifiche ci ritroveremmo esattamente al medesimo approdo.
Le condizione Ottocentesche nella quale il liberismo vuole rigettare il lavoro è assolutamente intellegibile nelle carni di un Capitalismo ormai a conclusione della sua fase storica.
Qel che io cerco di porre in rilievo non è questo, non il fine ma il mezzo del quale il Potere si serve perchè ciò possa realizzarsi.
Le risultanze finali,ovvero l'appropriazione indebita rimane il concetto portante della sovrastruttura,ma il mezzo del lavoro come realizzazione non è più un Unicum, ma bensì il terminale di concatenazioni di strutture,ed è qui che la classe dominante cancella l'ampiezza del materialismo storico di Marx per trascendere in una sorta di meta-capitalismo,che già in altra occasione ho definito (più propriamente) come bio-potere o molecolare,ed è qui che si perde nell'impotenza la massa.
Dove è finita la soggettività conflittuale,la coscenza di classe? O quantomeno la coscenza dell'uomo sui generis è ora disposta consensualmente all'asservimento? L'accezione di post-modernismo che a ragione viene contestata in forza alle non rotture atte ad un cambiamento Storico,quale sono state la Rivoluzione francese per l'Illuminismo o la Rivoluzione industriale per la Modernità,la vedo altrsì confacente al cambio strutturale nel condizionamento che il Capitalismo è riuscito a mettere in essere,comunque un rilievo non marginale dell'evolversi storico.
Il condizionamento abbraccia (nella cultura occidentale) il tutto, c'è un'indirizzamento del desiderio in canali precostituiti,prendendo spunto da "l'antiedipo" (Deleuze/Guttari) parlo di una decodificazione delle pulsioni soggettive ed una conseguenziale codificazione oggettiva in beni di consumo individualisti,ossia la complessità umana viene ridotta capillarmente e scientificamente in un Unicum interno al corpo del Capitale.
Ogni pulsione liberatoria o rivoluzionaria viene indotta,tramite l'educazione genitoriale,la scuola,i mass-media,all'interno,sopra un canale precostituito,che porta le persone ad individualizzarsi nella ricerca di quella soggettività disciolta in beni materiali,una eterna ricerca che non approderà mai a nulla,perchè è in un Nulla concettuale che si trova.
Che il meta-capitalismo,con le sue creazioni di valore dal nulla (ci dicono dallo scambio mercantile,dalla finanza..scicchezze ribatto) sia al suo culmine lo ha ben rilevato l'ultima crisi,ma che sia ben lungi dall'abbandonare questa linea è vero come è vero che il Potere voglia tornare al materialismo di Marx (avvalorandone la tesi scentifica) utilizzando quei metodi Ottocenteschi per creare il plusvalore atto a compensarne le voragini strutturali,daccapo il Capitalismo sa bene quel che sta facendo,ma la gente,le masse? Se noi non riusciamo a smantellare la produzione di fatto dell'Essere,la produzione di quell'uomo creato fittiziamente dal bio- potere,tutto questo avverà comunque,anche se ci porterà sul baratro,una soggettività Comunista per essere forte non può prescindere da questo,altrimenti non ci rimarrà che dire fronte alle ceneri un malinconico "noi lo avevamo detto".