Appendice
ciao Paolo,
ho avuto modo di leggere il tuo "breve" contributo sul blog.
Mi permetto di fare un'unica osservazione: c'è un pochino di confusione. Non credo sia possibile ascrivere dirretamente all'accordo di Basilea 2 la responsabilità della crisi finanziaria. Sono d'accordo nel sostenere che pochi managers siano stati in grado, attraverso operazioni di finanza creativa (i.e. securitisation dei mutui, piuttosto che dei c.d. bad loans) e bonus collegati ai risultati trimestrali, di mettere in ginocchio il sistema finanziario mondiale e che abbiano anche avuto la capacità di uscirne indenni, ma questo non rimanda un collegamento diretto con l'obbligo esistente in capo alle banche, in particolare, di accantonare del capitale per far fronte ai rischi. Ti anticipavo, infatti, che per i rischi di credito (i.e. il debitore non rimborsa alla scadenza il prestito), di mercato (variazione negativa del valore dei titoli/partecipazioni detenute in portafoglio) e operativo (perdite provocate da errori umani, disfunzioni, ecc) gli intermediari fin.ri siano obbligati a detenere una quota di capitale obbligatoria (core tier 1) a cui i regulators richiedono poi di aggiungervi un ulteriore quota per prudenza; inoltre, per tutti gli altri rischi non quantificabili (r. di liquidità, reputazionale, di compliance, legale) gli intermediari sono obbligati ad istituire dei presidi organizzativi di controllo (internal audit, funzione di compliance, risk management). Sicuramente è stato trascurato il rischio di liquidità e l'effetto leva dei derivati utilizzati per realizzare operazioni quanto meno discutibili. Esiste, inoltre, un certo collegamento tra il processo di sviluppo economico che sta interessando i Paesi c.d. emergenti (soprattutto la Cina) e quelli avanzati. Si dice, tra l'altro, che sia stata proprio la Cina ad ingenerare un vortice spaventoso: la notevole ricchiezza accumulata in questi recenti anni è stata indirizzata verso investimenti internazionali (prevalentemente Europa e America), ma ovviamente trattandosi di un ammontare di capitale enorme, pretendevano ritorni particolarmente elevati. La seconda regola della finanza sostiene,infatti, che maggiore il rendimento, maggiore il rischio. La Cina pretendeva ritorni adeguati al capitale investito.Il tuo punto di vista, secondo la mia modesta opinione, è evidentemente inficiato dalla tua estrazione politica, dalla volontà di disconoscere un ipercapitalismo che si spinge verso il meta-capitalismo. Ma, allora, dovremmo mettere in discussione il modello di famiglia che si spinge sempre più verso l'espressione esteriore e che impone sempre più di evidenziare la ricchezza, magari a detrimento di valori veri. Questo pure innesca il meccanismo del debito, non credi?Sono anche convinta che posizioni estremistiche non conducano a nessun risultato se non quello di spaccare ulteriormente a metà punti di vista che per natura sono opposti. La contrapposizione tra classi sociali è sempre esistita. Direi che piuttosto di incazzarsi perchè qualche stronzo, come è sempre avvenuto, abbia fatto il ladro sarebbe il caso di concentrarsi sull'incapacità della classe dirigente politica (tutta, nessuno escluso) di tutelare gli interessi di noi giovani e delle nostre prospettive di futuro.
Resto comunque a disposizione per ogni altra eventuale osservazione.
buonagiornata
laura
Ciao Laura,
ti dico subito che la mia classe '72 non mi vede più tanto "giovane" ed è quindi al futuro di Diego che si incentrano le mie ricerche.Apprezzo molto la tua delucidazione per un profano come me sul modus in cui opera il Sistema bancario,ma ho l'impressione che sia un pò asettica, quantomeno fredda nella sua esposizione algebrica,tralascia drasticamente il contesto, di chi e di cosa benefici di queste risultanze, di quell'Organizzazione vincentenella Storia, che ha tutto l'interesse nel perpetuarsi, di contro si adopera alchè questo si realizzi devastando tutto ciò che si frappone al suo cammino.Vengo al dunque, non credo che la possibilità di "pochi managers" di "inginocchiare" un Sistema sia la patologia, ma bensì sono solo il sintomo della metastasi,mi viene in mente il caso Parmalat e l' apatia della Banca d' Italia dinnanzi ad una mobilitazionefinanziaria palesemente improbabile nel contesto della piccola società emiliana;l' ambiguo comportamento del Governatore Fazioin seno alle acquisizioni, al fatto stesso che sino alla sua inscrizione nel Registro degli indagatiquesta figura potesse ricoprire la carica a vita,una sorta di intoccabile, qual'è l'Istituzione essenziale in esseread una democrazia che possa mantenere una struttura così gerarchica è presto detto, nessuna, la Banca d'Italiatu mi insegni è una struttura privata,la partecipazione pubblica è espressa in una percentuale infinitesimale (5%).Per questo sono certo ci saranno pagine di numeri a denunciarne la validità formale, ma non la valenza politica,parlo del conio, in legida ai suddetti, ed al signoraggio risultante nell' opera di sconto alla Entità Statale,e penso alle valutazioni espresse dai Governatori,enunciate a verso di Enciclica, voce del redentore al cospetto delle masse imbellie macchiate del peccato originale.Figuriamoci sono Ateo e convinto assertore della laicità delle strutture pubblico/sociali di qualsivoglia titolo,restio evidentemente al soggiogarmi di fronte ai nuovi predicatori del Dio denaro.Che queste proporzioni ora siano eredità della BCE non inficia il discorso ma ne varia solo le proporzioniTi ho portato velocemente questi esempi, tralasciando gli USA con i suoi oligopoli padroni del Congresso o le sue socitàdi reting per ritornarci magari in seguito, per mettere in rilievo l'accezione della degenerazione del Capitalismo non è operadi pochi ma la sua stessa essenza.Come vedi alla mia "confusione"ho aggiunto altri tasseli, che come Basilea 1-2 fanno parte di un complicato mosaico del quale non ho lacapacità di ricostruzione dettagliata ma cerco di vederne la sua astrazione compiuta, che parla di una globalizzazionedevastante che getta lentamente già durante il secolo passato le sua fondamenta per poi divampare con una velocità dirompente,un'incendio che fa cenere di culture, etnie, religioni, classi, ideologie, una sorta di distruzione mirata al rifacimentodi uno scenario piatto, inconsistente,così drammaticamente eguale e fine a se stesso, lo scenario di un'Occidente usurpatoreche nella sua frenesia produttivistica sta inesorabilmente minando il futuro dei nostri bimbi.Non sono un catastrofista, ma credo fortemente che un domani migliore possa delinearsi solo su basi marxiste, non negli assolutismi dogmaticima della sua evoluzione, così che pssa essere sempre attuale l'utopia della liberazione dell' Essere.E' con questa "astrazione politica" che mi trovo a fare i conti, con questa che vedo il "detrimento di valori veri" che tu mi suggerisci,una conditio sine qua non di queato Sistema malato e morente.Vorrei tornare sulla Cina, è interessante il punto che metti in risalto in seno agli ingenti capitali immessi sul mercato, ma anche quidebbo chiederti di fare un passo indietro per focalizzare l'attenzione su un passaggio tantomeno insidioso, l'accettazione nella WTOdi una cultura da noi così lontana, di un sistema sociale in una realtà pre-capitalista senza alcuna reticenza, non parlo di dazi o quant'altroma della completa assenza di garanzie, almeno dei diritti umani, quelli che sulla carta sono riconosciuti unanimementedalle mOrganizzazioni Internazionali, tralascio volutamente per sintesi la Realpolitik che ci racconta del debito Americano,delle possibilità di veto nelle discussioni fronte ONU, ed una posizione propinente al livello geopolitico,questioni con le quali si coinvive da sempre, così da incentrarmi su come il Capitale Occidentale si sia gettato incurante in quella struttura produttivapre-moderna concentrata nello sfruttamento della mano d'opera senza tutele alcune, questa continua espanzione di luxemburghianamemoria che anche in Europa vede debordare il Capitale sino ad i confini più remoti, devastando Culture e Storie ingenerando nonun virtuoso scambio interculturale multietnico, culla di speranza di Pace, ma un'appiattimento generalizzato alla mera produzione ed al fallace consumo,gretto principio che alimenta odi e violenze.Queste procedimenti si innescano oltre che per gli immediati profitti, anche ed aggiungerei soprattutto, primo per un calmieraggio salariale del comparto produttivo Occidentale, poi per l'annullamento del conflitto sociale interno alle nostre democrazie che tanto ha dato ad esse (la Fiat è esempio odierno su come il Capitale vuole muoversi) un'arresto forzato dell'evoluzione,che porterebbe ad una contrattazione dell'apparato tecnologico tanto inviso al Capitale che a ragione ci legge la sua dipartita.Mi riferisco al sistema tecnologico che E.Severino ci suggerisce, che fa del futuro una presenza ingombrante, lo sviluppo della sapienza cognitiva abinata a possibilità di calcolo e sviluppo dato dai sistemi computerizzati che apre scenari ed interpretazioni più coinvolgenti, quali potrebbero essere la fine dell'alienazione dal lavoro, la fine del lavoro stesso come oggi lo conosciamo, basato sullo sfruttamento dell'uomo a beneficio specifico della proprietà privata dei mezzi di produzione, è questo che l'attuale governance mondiale sta rallentando, cercando di dominarlo.Il suo modus operandi si è palesato concretamente con questa crisi che ha la sua crisalide nel sovvenzionamento debitorio del consumismo Occidentale oramai immerso nel post-modernismo ed i suoi gagli tecnologici.La evidenza dell'inadeguatezza culturale di questa classe politico-dirigenziale sta nelle soluzioni che si vanno delineandonei piani finanziari, che evidenziano oltremodo il loro asservimento al Capitalismo lasciando intatte le strutture mondiali ed adoperandosi ad un livellamento al ribasso delle classi piccolo borghesi e proletarie.Mi spiace essermi dilungato oltremodo ma i punti toccati hanno una capacità di sviluppo che ti assicuro questa non è che la estrema sintesi, è evidente che la situazione richiede una analisi attenta, quasi maniacale, sul solco gramsciano credo che per giungere ad una prassi rivoluzionaria occorra una minuziosa inelleggibilità della Storia, tanto di quella passata che di quella che ci circonda ed al risvolto futuro, se di questo vogliamo esserne parte attiva.La semplificazione a sterili forme algebriche porta a rezioni inevitabili,forme altrettanto sterili che pericolose,quale la nascita dei nuovi nazionalismi ottusi o beceri razzismi fascistoidi, di questo ne siamo testimoni oggi in Belgio come in Olanda o come all'interna demenziale Lega Nord, opzioni che ci reimmergono in un passato tanto caro al Capitalismo.
Ringrazio Laura per la collaborazione
venerdì 18 giugno 2010
martedì 8 giugno 2010
In breve
La mia idea è di chiara influenza marxista, con delle divagazioni alla filosofia severiniana e un'occhio benevolo al movimento noglobal.detto ciò credo, in breve,che le destre,o meglio la classe padronale,dall'interpretazione del dilemma sessantottino,ignaro ad una sinistra operaista, dalla vittoria del Capitalismo liberista sul dogmatico Capitalismo Sovietico,hanno portato ad oggi il Capitale alla massima potenza fino ad ora conosciuta.La ricerca del massimo profitto e la totale resa della Politica nel convogliare il tutto in una direzione sociale,ha innescato delle dinamiche da produzione di beni materiali, delocalizzati in zone a basso costo mano d'opera da una parte,e dall'altra ad una dirompente innovazione tecnologica nell'Occidente che porta ad una radicale deintustrializzazioneper sfruttare nuovi panorami del lavoro cognitivo.Questo scompensa inesorabilmente la circolazione nei paesi ricchi,dove si ricorre per evitare crisi recessive al credito al consumo, e qui entra,credo, Basilea o quant'altro,dopo, solo dopo s'innescsa la depravazione finanziaria..é questo il passaggio che stò cercando di decriptare...
sabato 5 giugno 2010
Per i nostri bimbi
Io ho bimbo,si chiama Diego, per me lui,i suoi sorrisi,il suo Amore incondizionato sono la veritas,sono certo che questa è condizione comune a tutti i genitori,è un'impegno continuo ed imprescindibile alchè queste creature possano attraversare lo spazio ed il tempo della loro fioritura in uno scenario di gioia e virtù.Ma questa è una lotta,la possibilità che ciò possa avere un'esito positivosi scontra inevitabilmente con la realtà oggettiva,dove il Sistema fagocita tutto e tutti,senza dignità, senza vergogna, il primo pericolo dal quale Diego dovrà difendersi ed al quale dovrò donare tutti i mezzi per poterlo fare,è insito nel contesto stesso nel quale viene a trovarsi, in Società vuote, dove l'essenza dell'uomo è devastata dalla ineguaglianzae dalla becera suddivisione in base a quel che un'individuo possiede materialmente,l'immanenza dell'essere che scivola inesorabilmente nel baratro melmoso dell'infamia, dello sfruttamento, nelle appropriazioni indebite della violenza cannibalista, dell'isolamento forzato dell'individuo dove i numeri lasciano dietro di se cimiteri di innocenti.Ecco dove ci troviamo,ecco perchè un'intero parlamento non vede cosa stanno per emendare,ecco perchè uno sparuto gruppo di tristi figuri si eleva a Giustizia, ecco perchè è di un'evidenza lapallissiana l'implicazione politica di questa feccia quando si è edificata la morte sopra le vite dei nostri bimbi a S.Giuliano o nelle notti sapienti dei nostri giovani universitari a L'Aquila ["Terremoto" comunistipaolo.tsl.blogspot.com ].Questi arrivisti ignoranti che nella codardia non sanno vedere la lenta decomposizione del loro Dio,questo Capitalismo devastato e devastante cheli trascina inesorabilmente in un oblio senza ritorno.Come classe dirigente non solo non è in grado di garantire un futuro dignitoso per i nostri bimbi, ma con il loro operare ne dissipano anche il presente.Daccapo...dobbiamo pretenderne l'allontanamento.
venerdì 28 maggio 2010
La paura delle idee..
Lettera a Fausto Bertinotti
Compagno Fausto
ho passato la mia infanzia con i racconti di nonna Isolina,di quando durante la Seconda Guerra a Villora con le bimbe, mie zie, si stendevano in terra celate dalle spighe di grano delle pianure emiliane, quando minacciosi squarciavano ilcielo gli aerei tedeschi, o di come a cospetto di mitra spianati dai feroci nazisti, lei continuasse ad impastare il pane con una calma dirompente per tenere serena e silente la bimba Giovanna, intanto la proteggeva tra il tavolo di lavoro ed il suo ventre accogliennte di madre, solo le spalle ha dato loro mentre gli urlavano con uno sputacchiato e disprezzato italino dove fossero gli uomini.Cercavano mio nonno Ercole, che ho sempre sognato partgiano tra i monti e che solo in tarda età conoscevo come un non aderente,ma che diamine...anche non aderire a quei tempi era impresa non da poco anzi era da eroe,loro si, sono i miei eroi.Dopo sono venuti i miei cugini di estrazione sessantottina, con Michela che mi veniva a prendere in sella ad uno specialino sbrillentato con l'adesivo sbiadito del Che in bella vista, che mito,non di meno Debora e Tito che con enormi,si direbbe oggi,cuffie sonore attaccate ad una rudimentale filodiffusione di un mangianastri dalle prominenti manopole mi facevano ascoltare "el pueblo unito", era tutto così intenso, così coinvolgente..Poi è arrivata l'adolescenza, così difficile, piena di derive che in reazione al tutto mi indirizzavano nel niente, la morte di Tiberio mi portava sull'orlo del baratro,troppi dubbi, troppi perchè, e tanta insufficienza intorno a me, ma ho reagito, ho trovato la forza ripartendo da loro, i miei eroi,dai miei ricordi infantili di queste radici così romantiche, così non conformi, un percorso lungo di ritrovamento e sviluppo del mio io, che da Marx a Gramsci, dal Che Guevara a Marcuse si ramifica in un'autodidattica selvaggia che mi riempie tutt'oggi di soddisfazione e soprattutto di risposte.E'stato normale conseguenza incontrarmi con la Rifondazione Comunista a con te, pensavo di sentire i miei pensieri quando ascoltavo intense e sapienti valutazioni, mai banali, mai scontate.Credo sia stato il '95 quando ti ho incontrato all'Aeroporto di Fiumicino,e nonostante la fretta, costante invariabile delle partenze, non hai disdegnato il mio saluto,mostrandomi quel pugno teso...orgoglioso e tronfio sono andato al chekinn.E dopo, cosa è successo?Lentamente mi hai lasciato, la tua svolta socialdemocratica mi è sembrata sempre più pressante, la rivoluzione, che mi sembra tu mi spiegavi in uno dei tuoi saggi, può essere intesa violenta nella violenza inevitabile provocata dalla caduta del Sistema,non nell'atto materiale delle genti ma nella raffigurazione astratta dello scenario,comunque un concetto adattabile al postmodernismo ed alla voglia di pace multitudinario,ma senza perdere la forza travolgente dell'essenza, daccapo, che fine ha fatto la rivoluzione?Proponesti una consultazione referendaria sull'estenzione a tutti i lavoratori indistintamente dell'articolo 18, andammo avotare se non erro un 25% degli aventi diritto,con un consenso plebiscitario (85%/90%) mesto ti sentii accettare il non raggiungimento del quorum, e quel 20% (su base assoluta) di potenziale adesione alla causa?Stiamo all'oggi,sembra, le voci si sprecano in periodi di crisi, che il governo tedesco della Merkel e forse anche i francesi, vogliano inasprire la tassazione dei movimenti finanziari, ma se anche così non fosse sarà comunque una conditio sine qua non per tutti in un prossimo futuro, e non credo ci troveremo di fronte ad una nuova ventata comunista,eppure quando tu lo proponesti, da Presidente della Camera di quel governuccio Prodi così colluso alle guerre imperiali ["7 Febbraio Guerra"www comunisti.paolo.tsl.blogspot.com ]lo articolasti con una leggerezza quasi sarcastica e bonaria, come una chiacchiera al caffè tra borghesucci improfumati..Perchè?Ecco cosa vengo a chiederti, perchè hai tradito i miei eroi..
Compagno Fausto
ho passato la mia infanzia con i racconti di nonna Isolina,di quando durante la Seconda Guerra a Villora con le bimbe, mie zie, si stendevano in terra celate dalle spighe di grano delle pianure emiliane, quando minacciosi squarciavano ilcielo gli aerei tedeschi, o di come a cospetto di mitra spianati dai feroci nazisti, lei continuasse ad impastare il pane con una calma dirompente per tenere serena e silente la bimba Giovanna, intanto la proteggeva tra il tavolo di lavoro ed il suo ventre accogliennte di madre, solo le spalle ha dato loro mentre gli urlavano con uno sputacchiato e disprezzato italino dove fossero gli uomini.Cercavano mio nonno Ercole, che ho sempre sognato partgiano tra i monti e che solo in tarda età conoscevo come un non aderente,ma che diamine...anche non aderire a quei tempi era impresa non da poco anzi era da eroe,loro si, sono i miei eroi.Dopo sono venuti i miei cugini di estrazione sessantottina, con Michela che mi veniva a prendere in sella ad uno specialino sbrillentato con l'adesivo sbiadito del Che in bella vista, che mito,non di meno Debora e Tito che con enormi,si direbbe oggi,cuffie sonore attaccate ad una rudimentale filodiffusione di un mangianastri dalle prominenti manopole mi facevano ascoltare "el pueblo unito", era tutto così intenso, così coinvolgente..Poi è arrivata l'adolescenza, così difficile, piena di derive che in reazione al tutto mi indirizzavano nel niente, la morte di Tiberio mi portava sull'orlo del baratro,troppi dubbi, troppi perchè, e tanta insufficienza intorno a me, ma ho reagito, ho trovato la forza ripartendo da loro, i miei eroi,dai miei ricordi infantili di queste radici così romantiche, così non conformi, un percorso lungo di ritrovamento e sviluppo del mio io, che da Marx a Gramsci, dal Che Guevara a Marcuse si ramifica in un'autodidattica selvaggia che mi riempie tutt'oggi di soddisfazione e soprattutto di risposte.E'stato normale conseguenza incontrarmi con la Rifondazione Comunista a con te, pensavo di sentire i miei pensieri quando ascoltavo intense e sapienti valutazioni, mai banali, mai scontate.Credo sia stato il '95 quando ti ho incontrato all'Aeroporto di Fiumicino,e nonostante la fretta, costante invariabile delle partenze, non hai disdegnato il mio saluto,mostrandomi quel pugno teso...orgoglioso e tronfio sono andato al chekinn.E dopo, cosa è successo?Lentamente mi hai lasciato, la tua svolta socialdemocratica mi è sembrata sempre più pressante, la rivoluzione, che mi sembra tu mi spiegavi in uno dei tuoi saggi, può essere intesa violenta nella violenza inevitabile provocata dalla caduta del Sistema,non nell'atto materiale delle genti ma nella raffigurazione astratta dello scenario,comunque un concetto adattabile al postmodernismo ed alla voglia di pace multitudinario,ma senza perdere la forza travolgente dell'essenza, daccapo, che fine ha fatto la rivoluzione?Proponesti una consultazione referendaria sull'estenzione a tutti i lavoratori indistintamente dell'articolo 18, andammo avotare se non erro un 25% degli aventi diritto,con un consenso plebiscitario (85%/90%) mesto ti sentii accettare il non raggiungimento del quorum, e quel 20% (su base assoluta) di potenziale adesione alla causa?Stiamo all'oggi,sembra, le voci si sprecano in periodi di crisi, che il governo tedesco della Merkel e forse anche i francesi, vogliano inasprire la tassazione dei movimenti finanziari, ma se anche così non fosse sarà comunque una conditio sine qua non per tutti in un prossimo futuro, e non credo ci troveremo di fronte ad una nuova ventata comunista,eppure quando tu lo proponesti, da Presidente della Camera di quel governuccio Prodi così colluso alle guerre imperiali ["7 Febbraio Guerra"www comunisti.paolo.tsl.blogspot.com ]lo articolasti con una leggerezza quasi sarcastica e bonaria, come una chiacchiera al caffè tra borghesucci improfumati..Perchè?Ecco cosa vengo a chiederti, perchè hai tradito i miei eroi..
giovedì 27 maggio 2010
La crisi e la menzogna
Ci siamo trovati in una devastante ed incontrollata crisi dei mercati , ne siamo dentro , ne siamo fuori , ogni tanto si bruciano centinaia di miliardi di dollari/euro..brucimo i soldi ? La prima immagine che mi viene in mente quando sento queste notizie è di una allegra comitiva di opulenti individui che sogghignano dementi mentre gettano in un imponente fuoco la pace, il diritto, la rivoluzione, il futuro, ma accompagnando il tutto da stridule risate compiaciute non si accorgono che il puzzo, che lentamente si innalza denso e palpabile nello scenario di un deserto senza fine è quello delle loro carni.Bruciamo i soldi...quali? Di chi? E quando il mercato azionario sale vuol significare che questi denari vengono creati? Da dove?Stiamo alla feticizzazione del denaro, alla sua reificazione, nell' Occidente il denaro è divenuto Dio.Non ho la pretesa di delineare la veritas, non ho i mezzi per poterlo fare e quindi cercherò di navigare a vista nel tracciare una linea nel tentativo di sbugiardare coloro i quali, invero tutti, hanno asserito l'assoluta eccezionalità ed imprevedibilità dell'accaduto, come fosse un temporale in piena estate.Ma quale temporale, questa è una tempesta di proporzioni bibliche che prima di scatenarsi tuonava minacciosa all'orizzonte, difatti le crisi del Capitalismo sono endemiche, contingenze periodiche ed inevitabili, è la costante della caduta tendenziale del saggio del profitto [Marx "il Capitale"] patologia insita nella natura della produzione senza scopi se non il fine ultimo dell'appropriazione indebita del plusvalore,profitto per pochi sopra il sudore di tutti.Bisogna cominciare da lontano, dal grande e stupendo movimento sessantottino, alle sue premesse di libertà, uguaglianza e disincanto dal potere,che stava aprendo una nuova stagione illuministica, della quale allora imprigionati nel dogma sovietico non seppero raccoglierne l'immenso potenziale rivoluzionario,mentre il potere lo riassorbiva lentamente all'interno, con laviolenza repressiva e la concessione di diritti sino ad allora alienati per costituire democrazie più comlete, già, ma pur sempre le loro..democrazie.E'in questo momento storico nel quale possiamo collocare l'inizio di quella rivoluzione tecnologica che il Capitalismo ha fatto propria travestendosi da buon samaritano,benefattore redento del suo peccato originale.Quella rivoluzione tecnologica che ha smantellato la produzione Fordista/Taylorista,innovazioni continue che hanno cambiato la natura stessa dell'uomo occidentale, rendendo palese ed inesorabile il collasso dell'Impero Sovietico, incapace di liberarsi dai gagli dogmatici e dalle ingessature dell'apparato, fattori che della rivoluzine d'Ottobre non mantenevano che il mito, un Capitalismo burocratizzato che già provato dalle sua incongruenze non ha retto l'onda d'urto dell'innovazione.[E.Severino "il declino del capitalismo"]Da allora la piega liberista si è sviluppata senza più freni, dispiegando tutto il suo potenziale tecnologico, organizzativo, mediatico,sono stati smantellate tutte le organizzazioni partitiche che suolevano riferirsi ad una conflittualità al Capitale, la macchina del profitto trainata dalla cultura dell'elite statunitense a posto fine a quel che si ama dire "grandi narrazioni" è cadute la mannaia reazionaria sopre le culture ideologiche, fuorchè quella più confacente al potere, che poteva innalzare ad assoluto la sua diideologia, becera e devastante,che la Natura Umana asooggettata al suo nuovo Dio, ridotta a comparsa di fronte al Capitalismo, che trova la sua apologia nella Scula di Chicago di Milton Friedmanche riesuma e volgarizza procedure di shmittiana memoria.[N.Klein "schok economy"]Si apre la stesura dell' enciclopedia della menzogna, dove si sancisce la fine della storia, il confitto sociale un retaggio del passato, la rivoluzione tacciata di terrorismo ed il riformismo multitudinario represso con una inaudita violenza (Genova 2001).Questi sono alcuni dei passaggi cruciali dai quali nell'ultimo decennio del '900 il Capitalismo si è potuto e saputo ergere ad unicum, la speranza della civiltà gettata in un vortice che della stessa civiltà non ha ragione nel suo modus operandi se non quella dell'astrazione indiscriminata ed arbitraria del profitto,conseguenza inevitabile sono le continue deragolamentazioni,privatizzazioni, guerre predatorie e creazioni di monete uniche con scopi espansionistici.Nulla resiste alla menzogna Imperialista, avanza inarrestabile fagocitando diritti naturali e costituzionali dell'uomo, religioni, trdizioni secolari, confini e stati, la politica che segna la sua resa incondizionata, nelle Destre compiacenti e coluuse intmamente e nelle Sinistre disperse nella loro ottusità.Da qui alla crisi attuale il passo è ormai imminente ed è tutt'altro che di matrice economico-finanziaria.Il Capitale ormai scevro da ogni obbligazione sociale si sposta senza vincoli in oni dove delocalizzando in luoghi abasso costo, tanto basso quanto i diritti dei lavoratori a loro annessi, una sorta di sfruttamento ottecentesco, ed inscena una flessibilità ed una precarizzazione selvaggia, a seguito di una modernizzazione dell'apparato industriale Occidentale ove la tecnologia ha dato modo tramite la computerizzazione di allentare il sistema alienante delle macchine sull'uomo, ma ha reso l'uomo un surplus, se consideriamo l'operaio tradizionale, invero all'operaio postmoderno, rappresentato principalmente nei servizi tecnologici, resosi soggetto individuale estraniandosi dalla soggettività sociale, si presenta un'alienazione totale, la vita stessa gli è alienata, al servizio del capitale cognitivoSiamo di fronte ad un sistema produttivo senza precedenti,grazie alla delocalizzazione e sfruttamento predatorio per i beni materiali da una parte, e dall'altra dalla produzione di beni astratti, quali le comunicazioni, gli affetti, i servizi alla conoscenza del capitale cognitivo, ma questo data l'inerzia della politica e la natura rapace del Capitalismo non è stato accompagnato da una equità sociale e da una ridistribuzione.Era già in ventre la crisi quando si è ricorsi inebediti al capezzale del morituro lirerismo offrendogli la medicina del credito al consumo.Accordibancari internazionali nel 1998 (l'Italia nel 2006) ratificando Basilea1 e Basilea2 [M.D.Luna/A.Miclavez"Euroschiavi"] davano la possibilità alle banche di prestare denaro avendo la sola copertura patrimoniale tra l' 1'6% ed il 12%, una vite senza fine di ricchezze inesistenti gettate sul mercato reale per tornare a respirare tramite agenzie finanziarie, venute alla luce come margherite in primavera, mutui senza garanzie e prestiti a pronto firma.I famosi subprime,i derivati e quant'altro sono conseguenziali, forme criptiche che il sistema finanziario ha inserito a garanzia,copertura o speculazione di denaro senza valore.Come si poteva pensare che tutto questo non sarebbe degenerato in una crisi senza precedenti?Che a questa semplice domanda i governanti mondiali di ogni crisma non hanno dato risposta spero lo si possa delineare dall'analisi ora esposta, troppo collusi, troppo facente parte dell'apparato, con le loro democrazie malate ed oligopoliste, con le loro società di reting che garantiscono solo se stesse, con le loro vesti da pavoni di nuovi zar, nuovi duce o nuovi crociati che dir si voglia.Noi Compagni con il nostro immenso bagaglio storico e culturale possiamo e dobbiamo dare una risposta,non assistaiamo imbelli alle grida d'aiuto dei Compagni Ellenici.I nostri bimbi ci guardano. Paolo tsl
martedì 18 maggio 2010
Impero
Credo che lo psiconano nemmeno sappia dove si trovi l' Afghanistan' figuriamoci se possa avere la minima idea della situazione geopolitica della zona orientale e di come sia strategica la posizione afgana nel contesto di una Realpolitikche vuole una Cina sempre più potente ed un Iran ,che nonostante Ahmaidenegiad ,diviene sempre più moderno e potenzialmente esplosivo; i perchè di queste guerre,Iraq compreso , vanno ricercati all' interno di questi scenari , dei quali , l'oggetto scatenante i sanguinari Bush / Ramsfeld / Cheney , potrebbero ben delineare i presupposti alchè questo potesse accadere , in questo l'implicazione è di tutti ,intendo di tutte le entità internazionali, dalla NATO ,ormai macchina da guerra alla ONU ,deleggittimata , inutile peso schiacciata dai veti nelle importanti decisioni che riguardano l'Impero. Quell' Impero del quale l' America ne è solo l' arma ma in realtà senza fissa dimora,quell' eterea forma del capitalismo postmoderno che è ovunque ma in realtà non è, quel sistema finanziario che cammina inesorabile sopra le proprie macerie ,incurante del suo ultimo devastante crollo. In questo , gli Stati , sono solo delle apparizioni delegati al controllo violento delle masse , in supina attesa di spartrsi la torta. I militari italiani che io possa sapere sono dei volontari, quindi coscienti ,se così non fosse mi unisco al cordoglio, anche se ,sinceramente mi sento più vicino e piango con dolore tutti quei lavoratori che muoiono giornalmente lell' esercizio della propria alienante funzione, senza luci e senza applausi con la divisa sporca solo del proprio sudore e del proprio sangue...mai..mai..di quello altrui..
Numeri come sabbia
C'è un quesito d natura numerica che voglio proporre di non difficile interpretazione , se lo psiconano con la sua banda di lacchè nelle ulime consultazioni elettorali ,riguardanti le regioni,che volutamente sono state portate da tuttala classe politica in un'ambito strettamente di validità nazionale ,nei fatti , nulla si è affrontato dei problem locali,in particolar modo dai suddetti ,che sono intervenuti con tutto l'apparato , governo e primo ministro incluso ,evidentemente non avendo in essere questioni più importanti da affrontare ; tornando alle cifre la pdl ha ottenuto il 26'78% su una base elettorale del 64'22% degli aventi diritto ,quindi una risultanza relativa,eccoci alla domanda: su base assoluta quali sono le effettive percentuali ? Se escludiamo i voli pindarici degli analisti dell' apparato,che si ostinano ad affermare quel che non c'è ,la realtà si è espressa in un 16% ( +/- )...SEDICI PER CENTO ?? Mi sembrava che il burlone , anche ultimamente parlasse di plebisciti , 92% o cose del genere....Meraviglia dei numeri..
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