mercoledì 23 febbraio 2011

La macchina impazzita..riflessioni sulla rivoluzione in nord Africa

..a volte credo che in realtà la macchina sta sfuggendo di mano,

che ever reso etereo ed inafferrabile il Potere tramite le realtà economiche trasnazionali,

aver dato loro la possibilità di esercitare diritto come persona giuridica a danno di immensi circuiti sociali non è più sotto controllo,i benpensanti che guidano il corteo de "la fine della storia" alimentano dinamiche senza senso che della storia non sanno più che farsene,

da qui la caduta a pioggia di ormai tante realtà passate,dal Comunismo ai regimi dittatoriali Africani,sino al Cattolicesimo (prossimo venturo) ..

E qui nasce la domanda e parimenti la paura...gli attuali regimi di controllo imperialisti sono in grado,avendo loro ben saldo vecchi parametri di interventismo,di calarsi nella nuova realtà gestendola in favore delle masse?

A questo purttroppo non credo..non è mai accaduto..non accadrà mai..

Il coraggioso popolo libico...io non sò...io non saprei..(2)

Non ho mai detto ne pensato che il popolo africano possa esser mosso da chi sa quale mano esterna,pensare che intere popolazioni si gettino inermi nelle feroci mani delle dittature per ragioni al di fuori della propria è quantomeno improponibile,in siffatte conseguenze solo gli scopi migliori mossi da un'irrefrenabile voglia di libertà e di eguaglianza posson muoversi così all'unisono,non contando che la crisi mondiale ha si colpito inesorabilmente anche quei popoli.

Ma da che mondo il Potere si è mosso per armare,nel vero senzo della parola,sparute minoranze reazionarie e corruttibili contro le intere popolazioni,per instaurare giunte militari confacenti dedite ad un dittatore,e mai il contrario,e qui non viè nessuna eccezione che conferma la regola.

Per la Libia e per il nord africa in generale faccio riferimento al post,non all'ante,ovvero il Potere di cui sopra,che dalle occupazioni militari novecentesche è passato alle più bieche e consistenti occupazioni finanziarie,si possono permettere di non aver parola nel districato scenario che si sta aprendo considerando gli interessi privati delle aziende e la configurazione geopolitica che potrebbe verificarsi?

martedì 22 febbraio 2011

Il coraggioso popolo libico...io non sò..io non saprei..

Le accuse di Gheddafi sono false e perniciose...ma siamo sicuri di aver ben presente gli scenari che si stanno prefigurando ai danni del coraggioso popolo libico?

La Libia è uno snodo essenziale nel contesto occidentale/mediorientale,i pozzi in suo possesso sono di inesauribile valore,siamo certi del disinteresse Usa/Nato nel proseguimento di quel che sta accadendo?

C'è nemmeno remotamente la possibilità di un'intervento Occidentale armato in difesa fittizia dei diritti umanitari ma in realtà mascherando i meri interessi di cui sopra?

Non ho le risposte,non ne ho competenza,ma spostare l'attenzione dagli entusiasmi rivoluzionari per concentrarli meglio nell'ottica di una escaletion che non può portare come in Egitto o in Tunisia ,dove vi è stato un potere pronto prendere il posto del dittatore filo occidentale di turno garantendo una certa continuità al livello di accordi internazionali ,ma portare in un vuoto di potere da una parte o rafforzamento del Rais dall'altro,in qual caso più violento e vendicativo,ma in entrambi i casi posizioni non linea con i dettami del Potere Globalizzato.

Daccapo,in virtù di ciò cosa potremmo aspettarci?

Gheddafi è l'ennesima riprova del fallimento del Capitalismo e della divisione del mondo non su base sociale ma per meri interessi di parte,dell'ignavia del Potere nel gestire gli interessi mondiali a beneficio di una piccola parte di esso,è l'ennesima pedina,senza di essa conosciamo ancora la scacchiera?

Io..non sò...io non saprei..


venerdì 18 febbraio 2011

L'inevitabile attesa

.il capir che quel che ci rimane di libertà in

queste malate democrazie va sfruttata sino in

fondo,

che la libertà di vivere imprigionati in

paradigmi padronali non può esser più accettata

nella sua nullità ed inconsistenza,

il vuoto generato in questo periodo storico

dalla mancanza di storia,

l'assoluta frantumazione del soggetto

comune,l'inesistenza del futuro che va

consumato

ora e subito nel presente va contestualizzato e

compreso,va metabolizzato e rigettato nella sua

interezza a chi non sa veder che questo come

unica soluzione,quel che cova nel magrebino per

capirci,una assoluta certezza di sapere che la

propria libertà non è più oggetto di

scambio,una

decennale valutazione e metabolizzazione della

realtà per rinnegarla con tutta la forza della

verità...

l'inevitabile attesa..

mercoledì 2 febbraio 2011

La Costituzione?

E' per correttezza che tengo a precisare,sia l'ammirazione dello svolgersi di una carta,

quella Costituzionale italiana,

assolutamente confacente ad una armonia sociale in seno ad un paradigma di stampo Capitalistico,

tutte,o gran parte di mia conoscenza delle parti della suddetta sanciscono indiscutibilmente la libertà di impresa,

ma al contempo ne pongono dei confini dettati dalle necessità sociali ed individuali,è sicuramente uno sforzo non indifferente per rendere plausibile ed ammissibile lo sfruttamento capitalistico,

il tentativo chiaro riguarda , quel che esplicito è divenuto in seno ad una ristretta cerchia intellettuale odierna ,di dare al Capitalismo e alla libertà di impresa una direttiva di virtuosismo etico,

ossia si cerca di umanizzare quel che di umanizzabile non può essere per sua stessa natura e concezione ,

e qui cerco di chiarire come indipendentemente dalla sua capillare esplicazione a mio avviso tale carta è incompatibile in uno scenario che ,come quello Comunista,mira senza mezzi termini all'abbattimento della proprietà privata dei mezzi di produzione ed alla sua riconversione socializzante,

daccapo,La Costituzione che in altri tempi si sarebbe detto borghese è tale perchè implicitamente ammette lo sfruttamento dell'uomo da parte del Capitale,ed malgrado il suo esemplare intento di arginare la deriva mercantilistica non fa del Capitale stesso una figura in divenire,non vede all'interno della sua crescita il rifiuto logico e conseguenziale di quegli argini,la Carta non vede al suo interno la negazione di se stessa proprio nel suo svolgimento,relegando inopinatamente il Capitale al progresso collettivo in eterno,non considerando che inevitabilmente il Capitale nel suo di progresso e nella fase recessiva ed inevitabile di questo, porta ad uno speculare regresso sociale,e ciò si acuisce appunto nel suo divenire,come ad oggi possiamo certo constatare.

E' in queste motivazioni,ossia la impossibilità del Capitale di rimanere all'interno della Costituzione,che bisogna leggere la volontà di questa classe politica che ad oltranza vuole "riformare"la Carta,della cecità di questa feccia che vuol rendere la giurisdizione italiana più in linea con il neoliberismo, o meglio, questi servi di turno che si piegano servili al Potere mondializzato,

è per questo credo ,che bisogna difendere la Costituzione ma senza dipendere da essa come un santino tenendo in serbo una visione ben più ampia,quella del superamento del Capitalismo.


sabato 22 gennaio 2011

Eternità Cristiana..distrazioni di massa

L'aborto..o comunque l'interruzione di gravidanza per la chiesa è un paradigma inviolabile nella sua negazione,
ma in questo c'è una forte contraddizione,
ovvero la vita nel Cristianesimo inizia nell'attimo della fecondazione,
da quel momento la permanenza terrena è l'espiazione del peccato originale è la crocifissione del dio fatto uomo,
dopo che la morte sopraggiunge il passaggio è all'Eterno,la trasposizione definitiva al fianco di dio.
Quale è la gravità incommensurabile che si compie nell'anticipare ciò?
Nel compier quest'atto, ci detta l'ecclesiale è un'intromissione nell'atto di dio è una nostra profanazione dell'atto divino che solo al divino è lecito compiere,
ma noi siamo comunque peccatori,
siamo comunque espiando la nostra pena terrena,
l'errare fa parte del nostro essere imperfetti,
e l'essere imperfetti è per volontà di dio,
nella nostra imperfezione l'errore è dovuto ,
nell'errore è contemplata la nostra espiazione,
ma al contempo doniamo a quella vita che il Cristianesimo professa tale,
l'eterna vita senza che questi possa esser macchiata dall'atrocità terrena.. doniamo loro la infinità dell'essenza..
Daccapo,quale è il dio che non voglia la purezza dei suoi figli,
che voglia che questa purezza sia immancabilmente macchiata dalle pene terrene,
che non possa sopraggiungere, suo malgrado ,di fronte al Suo cospetto puro,
quale immensa colpa oltre quella di essere imperfetti per Sua volontà coloro che compiono questa scelta sono soggetti alle atrocità del Male?

Mirafiori

Solo questa classe collusa può continuar a parlar del nulla,
è già che il voto a Mirafiori avrebbe dovuto ben essere una immensa fonte di dibattimenti,
invece passa nelle loro menti,ma meglio nei loro affari come nulla fosse,come se non ci fosse stata una netta contrapposizione fra il lavoro produttivo ed improduttivo,tra operai ed impiegati,una sorta di rivisitazione dell'evento della "marcia dei quarantamila" che poi tra le righe,
quella scelta di appoggio al Padrone non arrivò a nulla se non ad ingenti licenziamenti successivi ,a danno in principal modo a quella classe di codardi interessati,ma la Storia è per chi la conosce.
Lungi dal voler riproporre una situazione novecentesca,
sarebbe settaria ed controproducente dal momento che attualmente ci sono tutte le prerogative per delineare uno sfruttamento molecolare,una saturazione delle libertà individuali che penetra la vita dell'intero tessuto sociale,
ma quantomeno capire che nell'immaginario collettivo si è tornati ad una contrapposizione netta ed in netta controtendenza alla rappresentanza politica attuale del famoce bene,del perbenismo da quattro denari..

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