venerdì 15 luglio 2011
Lo Stato.
sabato 9 luglio 2011
Bertinotti e Co.
Mi permetto di fare un'appunto,non certo su Bertinotti personalmente inviso anche in tempi non sospetti ( comunque prima della sua chiara virata socialdemocratica) la questione è comunque data :
una buona parte dell'intellettualità postcomunista si è decisamente schierata al fianco di quel che C.Preve chiama clero postmodernista,
portando con se tutte quelle contraddizioni in nuce al loro personalissimo pensiero,portando in veste di verità il loro pentimento,in potenza alla loro visibilità e notorietà hanno sostituito arbitrariamente la dialettica in negazione profonda, rafforzando la vulgata popolore che non in un post ci troviamo, ma in una fine del comunismo stesso.
Concludendo,il danno che noi tutti Compagni abbiamo ricevuto da questi figuri ci è noto nella sua evidente realtà,ma credo che il confronto con essi è dovuto,è dovuto proprio in quanto detto ora,certo bisogna creare sempre quella situazione in cui si possa contraddire la loro falsa coscienza ,
con quelle argomentazioni di cui disponiamo e sono quelle che debbono portarci al superamento di quelle contraddizioni che tanto rifuggono gli ex compagni,argomentazioni che tengano ben salda la libertà individuale in seno a società libere,conclusioni queste che il Bertinotti come il Vendola o quanti altri son fuggiti dalla soluzione rivoluzionaria in periodi di buio civile avanzando soluzioni pregne di retorica ma povere di sostanza,
sono altresì,a mio avviso pregati di venircene a parlar ora che questo buio si è allargato penetrando in ogni dove grazie anche alla loro accondiscendenza.
Daccapo ed in ultimo,se abbiamo ancora la forza culturale,se sappiamo ancora utilizzare la forza delle nostre idee,che vengano pure i nuovi arrivisti a confrontarsi,ben inteso su un piano di dibattito plurale.
Se poi come ho sentito dire,c'è una certa volontà di avvicinamento a SEL,bè in tal caso,se non sarà ben chiara la distinzione.... sarà l'ennesimo errore della dirigenza.
martedì 5 luglio 2011
Contestazioni...contro il pensiero comune 2 (lettera ad una amica)
In questo,per non dar adito a dubbi credo che la mole immensa di analisi marxiana può darci una mano nel districare la matassa,
Ogni rivendicazione particolare deve essere all'interno di un progetto includente ogni ente,deve avere una sua prosecuzione.
La strada è lunga,la vulgata odierna liberista ha alle spalle almeno una quarantina d'anni di incessante quanto scientifico lavorio ,
Contestazioni...contro il pensiero comune ....(lettera ad una amica).
Lottare da soli contro un Potere populista ed affarista è una chimera,
purtroppo debbo andare contro il pensiero comune,dicendo (ti) che questi movimenti contestatori,da L'Aquila alla Val di Susa,contro le discariche ,se pur nella loro assoluta legittimità cadono inevitabilmente nel vuoto,che la contestazione abbia buon fine (cosa che accade raramente) o si vada a scontrare con la forza dello Stato,
la inconsistenza è che comunque rimangono per le genti esterne ad essa una rivendicazione di parte,
non è un paradigma trasportabile universalmente,potrei dire che non può creare una soggettività comune,unica vera entità che possa entrare in conflitto con il Potere,
rimane una soggettività settaria ,una sorta di piccolo feudo da difendere,penetrabile date le infinite possibilità di repressione sia psichiche che fisiche in forza ad uno Stato.
La creazione di una soggettività affine al proletariato novecentesco,ecco quale può essere la strada,
la necessità che i movimenti si possano scindere in una sintesi comune e si muovano non più singolarmente ma nel paradigma di una visione socialmente comune della Struttura,una visione oggettiva ed inoppugnabile che ne possa far soggettività per l'appunto.
Questa dovrebbe essere la strada da percorrere dalle Sinistre istituzionali e non,
ma a mio avviso sono ben lungi dal farlo,proseguire nella rincorsa contingente degli accadimenti porta inesorabilmente alla dipartita (e come tu mi dici)...alla rassegnazione.
domenica 3 luglio 2011
Domanda al Sig. Bersani
Lo Stato repubblicano democratico che si avvale di una carta costituzionale è la unica entità universalmente riconosciuta nell'avvalersi della possibilità dell'uso legittimo della forza,
la società civile ad esso appartenente si piega a questa legittimità nella consapevolezza che ci sia una necessità comune nell'avvalersi di una regolamentazione a dirimere le divergenze della convivenza ,
premesso ciò, nel momento in cui è lo Stato stesso, a prendere decisioni perentori e confutate nella loro logica lobbystica,ovviamente di parte contro l'interesse di quel sociale che aderisce alla costituzione dello Stato stesso,e per far questo si avvale della sua forza legittimata da quella adesione,non è questo una negazione della sua stessa essenza?
Negare la propria essenza è un'atto violento,si deve ricorrere alla violenza della propria repressione ,questo è quel che avviene nella Val di Susa,ma come genova nel 2001 piuttosto che nella fortificazione dell'Aquila o nell'oggetto delle discariche,ovvero c'è un'ente inglobante che nega la sua essenza ed in quest'atto si adopera con una inaudita violenza nella repressione degli anti corpi della società civile che cercano di salvaguardare in astratto la stessa legittimità dell'ente in questione.
Con questo cerco di affermare l'assoluta manchevolezza e del Sig.Bersani nella sua affermazione di condanna ad i "violenti contestatori" ,riproponendo alla sua attenzione la domanda.....chi è la Violenza?
venerdì 1 luglio 2011
Ostacolo o resurrezione ?
Dovremmo ,credo partire dal presupposto che il nano con la sua accozzaglia di deprimenti servitori è al crepuscolo,la sua dipartita è scritta da qualche periodo,premesso ciò la analisi sul suo ventennio (o giù di li) è sconcertante quanto emblematica,
possiamo parlare senza timor di smentita del nulla,tolte riforme o presunte tali obbligate dalle contingenze o meglio dalla Europa e dalla sua impostazione vincolante liberista o liberticida (alle quali ha risposto ATTENTI anche la cosi detta sinistra,Prodi,Dalema docet)non rimane che per l'appunto il nulla,
un nulla strutturale,un nulla dialettico,un nulla politico ed organizzativo,una distruzione parassitaria in quanto non conseguenziale del tessuto sociale,
un nulla programmatico di un non senso votato alla sopravvivenza di una sconcertante quanto sbandata nel suo esser fuori tempo classe dirigente.
Detto ciò mi chiedo se la domanda sul "chi" ostacolerà il nano sia ben posta,o se forse sia più lecito chiedersi chi riuscirà eventualmente a riproporre il miracolo evangelico della sua resurrezione.
Questa considerazione deve essere ben presente se veramente si vuol ritornare ad essere protagonisti in questo Paese.
Se prendiamo per buoni i primi anni dell'intervento politico di questi arrivisti che hanno venduto la luna nel pozzo,data la distrazione delle genti,
tutti gli altri anni devono esser presi in considerazione sotto un'altro punto di vista,e cioè la incapacità di una classe dirigente contrapposta di leggere il Sistema mondo e contestualizzarlo alla realtà italiana,l'abbandono di facto delle ideologie del novecento avventurandosi in mare aperto con non sia sa bene quale identità,o peggio riportare la stessa in balia della vulgata prorompente della destra mondiale creandosi una misera scialuppa di salvataggio allorché uno stabile porto di approdo,
scelta questa che ha reso facile la navigata a questa accozzaglia di cialtroni che offrivano ed offrono la terra promessa.
Daccapo quindi,se non si vuole che la sinistra (o in maniera meno velleitaria le sinistre europee) non voglia essere una meteora (1) nella migliore delle ipotesi o reiterare il suo esser uno speculare Caronte ,traghettando per l'ennesima volta i morti nel mondo dei vivi,c'è bisogno di sostanza,che si riapra il conflitto sociale a 360 gradi,sapendo senza dubbi alcuni da quale parte si voglia essere,si ricostruisca sapientemente e capillarmente una concettualità che porti come pietra angolare la struttura sociale, che i così osannati mercati siano al servizio di questa,
si abbandoni senza remore la mercificazione dell'Essere ricollocandolo al di fuori delle violente logiche di quantificazione monetizzabile e si riporti nella centralità dell'essenza stessa dello svolgersi quotidiano nella finitezza del suo divenire,si dia progettualità atta alla realizzazione dell'immenso patrimonio che la nostra breve vita ci concede esulandoci e proteggendoci da dinamiche insanabili e schizzofreniche di un Capitalismo moribondo.
Se non si aprirà questo percorso,ho la impressione questo sistema possa solamente cambiare nelle marionette che lo gestiscono.
(1)comunistipaolotsl.blogspot.com "le sinistre solo meteore"
venerdì 20 maggio 2011
Le sinistre...solo meteore.
Che lo psiconano è in caduta libera è una realtà evidente da parecchio tempo a questa parte,che l'insostenibilità del suo non luogo a procedere in forza a politiche di qualsivoglia natura,se non le interminabili discussioni sul nulla,non potesse essere più sostenibile e che nemmeno la sua potenza mediatica ed economica ne potesse evitare la dipartita ma prolungarne solo l'agonia a me sembra ancora più evidente....ma è qui che a me sorge il dubbio...è pronta l'alternativa?
La cosiddetta "sinistra" è veramente in grado di proporre una realtà altra?
Andare al Potere per proporre le stesse politiche con toni diversi (e ci mancherebbe) rimane una storia già conosciuta,una imitazione che porta irrimediabilmente alla dipartita,che porta inesorabilmente le genti a richiedere l'originale.....la resurrezione tanto cara ai Cattolici è così presente nel nostro arco costituzionale almeno da un decennio,si potrebbe riuscire ancora nel miracolo evangelico.
Quali sono le analisi in lettura alla devastante crisi mondiale provocata dalle insensate e devastanti politiche liberiste da parte di Bersani/Vendola e Company?
E daccapo,giunti alla inevitabile conclusione che lo spostamento di ricchezza dal basso verso l'alto tramite i mercati finanziari sia la nuova frontiera di appropriazione di plusvalore quali sono le loro ricette per calibrare l'apparato?
Quale e con chi vogliono aprire il conflitto sociale dove in assenza di questo non vi è sviluppo se non quello appena accennato?
La produzione materiale di beni e ricchezze senza badare a considerazioni che abbiano una apertura concettuale di ampio raggio,senza che queste possano prender atto delle dinamiche macroeconomiche è una chimera,che porterà di nuovo le sinistre ad essere una meteora nello scenario non solo italiano ma europeo,i nuovi scenari aperti con le crisi nord africane anch'esse causa non secondaria di una gestione folle delle politiche di espansionismo economico e contenimento della redistribuzione,non fanno che invigorire quelle stesse visioni destroidi liberiste che ne sono state il germe propiziatore,si rafforza sempre più l'idea di chiudere le frontiere alle persone,e dopo ciò che cosa ne rimarrà della Unione Europea?
Quanto ancora aspetteremo prima di capire che la frontiera è solo un simbolismo al di fuori del quale ci sono eserciti di lavoratori non riconosciuti mal pagati ed evidentemente concorrenziali?
Quanto ancora aspetteremo prima di comprendere che il conflitto va generalizzato e portato oltre quegli inutili confini e portato alle estreme conseguenze?
Quanto ancora aspetteremo prima che si alzi una voce che scandisca a chiare lettere che questo sistema è al collasso?
Bè....sino ad allora....le sinistre...solo meteore.