il fallimento della moneta unica è una discussione che deve essere sottratta ai populisti di turno piuttosto che ai neofasci di ritorno,che fanno ovviamente il gioco di chi vuole mantenere il progetto,il depotenziamento delle ragioni per via dei folcloristici dibattiti di contorno tolgono la centralità della discussione stessa.
non l'euro ha scatenato la crisi ma sicuramente ha contribuito alla sua stagnazione e alla incapacità individuale degli stati al superarla;gli enormi debiti delle banche creatisi nei gagli della finanza e divenuti inestinguibili sono stati ripianati dagli stati,il debito da privato è divenuto pubblico,e mentre in sovranità monetaria si sarebbe ripagato in valuta corrente,supportato da un aumento inflativo certo ma suffragato da capacità esportative,con la moneta forte l'unica possibilità di ripianamento contabile è ricaduto sulla flessibilità delle altre varianti dell'economia....la spesa pubblica,sanitaria scolastica...il costo del lavoro.La moneta è un mezzo e rappresenta le capacità produttive degli emananti,se diviene un fine,chiunque abbia più mezzi per la sua tesaurizzazione è il vincitore.
dubito altamente che qualsiasi politica fiscale possa sostenere quel che è sbagliato concettualmente...regolamentare è la parola magica,altrimenti qualsiasi posizione assunta da questi tecnici liberisti non faranno che alimentare la prossima bolla speculativa,tanti dollari e tanti euro immessi nel circuito mondiale non fanno che innescare quel che è già avvenuto,il perpetuarsi di un errore è o prerogativa dei somari...nel caso dei suddetti tutti usciti dagli indirizzi più prestigiosi delle università private (un caso?) l'affermazione non è pertinente...forse il diavolo...bha entriamo nella teologia lasciamo stare...quindi c'è l'intento pernicioso di ottenere dei risultati che qualsiasi stato di diritto democratico non concederebbe...e bada bene dei risultati ancor maggiori di quelli fin qui ottenuti con il medesimo iter...mala tempora currunt.
la deflazione è indotta dalla Germania (non dalla mancanza di liquidità) per ottenere i propri crediti pienamente e non alleggeriti, la nuova ondata di denari andrà in prima istanza proprio a riequilibrare quelle bilance dei pagamenti ormai sconsideratamente inclinate ed al limite del collasso...(dove c'è un debitore,vi è pur sempre un creditore) nel contesto del cambio fisso dell'euro, il riequilibrio allevia momentaneamente tutte le altre variabili economiche rese flessibili in mancanza di sovranità,ma anch'esse al limite,dopo il lavoro,le pensioni,la sanità e la scuola difficile adoperarsi oltre,quantomeno codeste manovre debbono muoversi non drasticamente per confondere le masse,al resto della confusione pensano i grillo piuttosto che gli tsipras fino a giungere agli idioti totali delle destre xenofobe. Una volta che i grafici si saranno allineati quantomeno in una legida sostenibile, i percorsi già intrapresi e non risolti verranno allegramente ribattuti in primo per la capacità della finanza di generare rendite ed in ultimo ma bada bene per l'unica vera ragione portante del tutto è che si ovvia alla impossibilità redistributiva .
Il politico dovrebbe essere tra le massime espressioni che una società può esprimere,il suo compito è quello di evitare che qualcuno spali fango o che malauguratamente sia,deve organizzare una tale macchina che agisca a scopo che questo accadimento tragico non gravi ulteriormente su coloro che lo subiscono,quando il politico spala...tutto questo non è stato...e tutto quello che farà è insignificante o quantomeno lo si dovrebbe fare dopo l'essersi dimesso da quello scanno dal quale a tutto questo avrebbe dovuto provvedere.
Nell'impossibilità o nella incapacità nel dare un senso a sistemi sempre più complessi ed inestricabili si è optato nel delegare la comprensione ad i numeri ed alla tecnica contabile,
nel far questo si dimentica la struttura umanista della collettività e si ricerca nell' individualismo la scappatoia per ovviare ad un così nefasto concetto,ovvero si ricerca il contatto diretto con la persona astraendola dal contesto,
si elevano a condivisibili e comprensibili le mediocrità soggettive sottraendole dalla sua genesi che si rispecchia nel sistema.
Credo ci dovrebbe essere,come sono sicuro che ci sia stata,una collettività nella quale riconoscersi,
nella quale rispecchiare le proprie attitudini come le proprie possibilità e libertà,
le classi sociali contrapposte non sono una costruzione linguistica ,sono e saranno sempre l'elemento portante dei sistemi sociali,è il riconoscimento reciproco che è venuto meno,piuttosto...è la volontà perniciosa del padrone che ha confuso i margini della riconoscibilità del servo,facendo mancare a questi la propria visione generale e massimalista della sua posizione.
Se rompo il contenitore,il contenuto andrà in mille rivoli indistintamente facendo della sua forma originaria una inutile particella. La mediocrità è l'inevitabile conseguenza della inutilità,la non appartenenza, il dover fronteggiare la travolgente grandezza del tutto, ovviando a questo cercando nuovi significati che più si avvicinano al significante delle debolezze e delle paure dell'individuo,il più delle volte queste ricerche vengono convogliate in rapporti diretti,esse sfociano nei nuovi cesarismi che siano stereotipati e grossolani del berlusconismo piuttosto che più fini e moderni del piccolo renzi,ovvero si cerca una giunzione collettiva dietro lo schermo di una persona rassicurante,quindi in realtà non vi è alcuna collettività nessun vero legame se non un rapporto veicolato dagli artifizi del capo verso se stesso.
Guardo e riguardo sulla cartina geografica la posizione della striscia di Gaza ;
le riguardo ancora cerco un motivo,uno solo...ma non c'è...non c'è...cazzo non c'è altro motivo che si ricerca in quel fazzoletto se non lo sterminio...ma poi sento anche le notizie da Kiev,i commenti istituzionali degli inglesi,degli statunitensi,il silenzio della UE...c'è un filo sottotraccia che conduce verso un unica sorgente che nasce dove sta languendo il modello occidentale,quel modello che poggia con una assurda ferocia sulle fragili basi di un capitalismo morente...e allora Gaza è oltre lo sterminio...
L'immunità è il problema minore,l'abbandono del Senato come Camera legislativa porta una problematica di fondo dovuto alla tenuta democratica del contesto istituzionale,questo dovrebbe prevedere un ampliamento dello spazio di controllo nei riguardi dell'apparato rimanente,che sia una partecipazione più prominente del popolo tramite una rappresentazione proporzionale piuttosto che uno snellimento delle pratiche referendarie. Altrimenti con la contestualizzazione del maggioritario nell'attuale scenario di una classe dirigente e di divulgazione mediatica completamente asservita alla vulgata liberista,oltremodo collusa con il disastroso ultimo ventennio,andremmo incontro ad una grave crisi di rappresentanza delle posizioni anticapitalistiche; dato che in tal scenario le cure saranno ancor peggio del male non si può certo non immaginare anche una stretta in senso autoritarista per piegare la verità al proprio dominio...quindi,chiedo gentilmente ai Compagni di spostare la propria attenzione oltre allo specchietto dell'immunità...mala tempora currunt
In un contesto europeo l'unica risposta è europea...punto. La lista Tsipras in cui confluiscono le formazioni di vario genere che a vari livelli si possono considerare antisistemiche è niente altro che la risposta adeguata all'attuale scenario politico istituzionale continentale. Chi non comprende che il conflitto è europeo,dai grillini ai nazionalisti vari è niente più che un confusionario.
L'euro è una moneta ed è un mezzo,come tale deve essere considerato,è il fine per il quale questo mezzo è utilizzato che deve essere contrastato,accettare una contrapposizione tout court, rimanere sul piano che è al fine più congeniale e rifugiarsi nell'utilizzo di un'altro mezzo mi sembra inconcludente. Il campo di utilizzo è il medesimo,evitando di considerare oltremodo che la rinuncia alla moneta equivalga alla rinuncia dei trattati e presumibilmente innescando conseguenze protezionistiche degli altri paesi così elidendo la opportunità delle esportazioni in regime di svalutazione;l'inflazione è inevitabile fronte alla necessità di rimborso del debito ai contraenti esteri e in fase di acquisto di materie prime.
Ho un bimbo di cinque anni e mi chiedo, SE fosse l'Africa il continente pacificato; Se fosse l'Europa ancora la fucina degli opportunismi particolari che alienano il diritto dietro scontri tribali,etnici,razziali;SE fosse il vecchio continente ad essere immerso nell'oscurantismo più perverso dei peggiori degli integralismi religiosi....SE fosse...Si...ETERNAMENTE SI...prenderei quel cazzo di barcone...
E' incredibile come all'alba del terzo millennio ci possano ancora essere dei branchi che ancora inneggiano per un pensiero morto nella sua genesi ma altresì sepolto dalla storia sotto cumuli di infamie...ma forse a guardar bene l'attuale ri-composizione capitalistica occidentale è una forma inevitabile della violenza del padrone,la necessità di ricorrere a qualsiasi forma di persuasione più o meno legale del nuovo ordine di un imperialismo in affanno;lo si è visto palesemente in Ucraina,le frange più o meno organizzate sparse in Europa ne sono una triste conferma.
Purtroppo all'occorrenza,alla completa organizzazione di queste frange penseranno le varie parti oscure degli stati,e quando parti oscure è un triste eufemismo bisogna ben alzare il livello di guardia,biasimando anche coloro che hanno sepolto lo schieramento ideologico appiattendo tutto in un pensiero economicistico;così facendo si crede di guardare al domani,ma se si vuole cancellare la storia per arrivarci questo non arriverà mai.
Viviamo un periodo storico nel quale alla caduta delle grandi narrazioni,
alla fine delle verità incontrovertibili abbiamo sostituito un relativismo dal fiato corto,
la vulgata individualista è facente parte di questo contesto,è il Sistema che crea l'individuo,ed ora il sistema ha bisogno che tutto sia sfuggente,
Bauman direbbe liquido,quella liquidità che porta all'accezione dell'adesso e niente più,dell'io incondizionato da terzi,anch'essi siano compagni di percorso.
Non c'è molto da fare,il problema è nell'egemonia culturale che ad ora ho sommariamente descritto e che è permeata capillarmente in ogni reticolo di vita quotidiana,non solo quella lavorativa,se poi ancora questa separazione abbia un senso.
Non vi è qualcuno più preparato o più furbo, è l'inevitabilità del decorrere storico del quale tutti ne siamo intimamente pervasi,le battaglie si dovrebbero spostare inevitabilmente su un altro piano concettuale e dialogico,una prassi che porterebbe indissolubilmente non al settarismo contrapposto,debole di fronte all'individualismo, ma al conflitto sociale sull'egemonia culturale.
Ad ognuno la scelta,nessun biasimo , solo un avvertimento,in gioco c'è la dignità.